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Tradizione nordica,  Volva

La Vǫlva

Nelle prime stanza della Vǫluspá troviamo una definizione importante e forte sulle origini del potere della Vǫlva , la sua discendenza, che si colloca nelle forze primigene dell’ universo stesso, la cui matrice permane caotica e potente; per questo ella impara a disciplinarsi nella pratica stessa. Ne deriva che la Vǫlva attinge a energie molto particolari, fortemente ctonie, legate alla Terra, alle sue profondità più oscure, fino a toccare la morte come vita stessa.
“L’albero misuratore, eccelso, che penetra la terra” in queste poche parole si spalanca un codice che offre una codifica chiara dell’opera della Vǫlvá, che segue l’albero, che col suo bastone, il seiðstafr, ripercorre questo moto di discesa, nel rispetto dei Mondi e delle stirpi stesse che invoca (ascolto io chiedo) all’inizio dell’atto profetico.

1
Hljóðs biðk allar
helgar kindir,
meiri ok minni
mǫgu Heimdallar;
vildu at, Valfǫðr,
vel fyr teljak
forn spjǫll fira,
þaus fremst of man.
Ascolto io chiedo a tutte
le sacre stirpi,
maggiori e minori
figli di Heimdallr.
Tu vuoi che io, o Valfǫðr,
compiutamente narri
le antiche storie degli uomini
quelle che prima ricordo.
2
Ek man jǫtna
ár of borna,
þás forðum mik
fædda hǫfðu;
níu mank heima,
níu íviði,
mjǫtvið mæran
fyr mold neðan.
Ricordo i giganti
nati in principio,
quelli che un tempo
mi generarono.
Nove mondi ricordo
nove sostegni
e l’albero misuratore, eccelso,
che penetra la terra.

Traduzione di Bifrost

Francobollo
Francobollo delle Isole Faroesi, ideato da Anker Eli Petersen (2003)

Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

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