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Tradizione nordica

La vendetta

Il concetto di VENDETTA nella tradizione scritta

Egils saga Skalla-Grímssonar:

Nús hersis hefnd
við hilmi efnd;
gengr ulfr ok örn
of ynglings börn;
flugu höggvin hræ
Hallvarðs á sæ;
grár slítr undir
ari Snarfara.

Ora il capo vendetta
Esigeva sul re;
Il lupo e l’aquila segnarono
I giovani nati;
Lontano batteron i corpi
Di Hallvard in mare;
L’aquila grigia le ferite
Di Snarfari pianse.

Traduzione di Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

Hàvamàl:

127 . Ráðumk þér, Loddfáfnir,
en þú ráð nemir,
njóta mundu, ef þú nemr,
þér munu góð, ef þú getr:
hvars þú bǫl kannt,
kveð þ[ér/at] bǫlvi at
ok gefat þínum fjándum frið.

127. Ti consiglio, Loddfáfnir,
e tu accetta il consiglio,
ne trarrai beneficio se l’accetti,
bene ti verrà se l’accogli:
Dovunque tu abbia ricevuto offesa,
afferma che è un’offesa
e non dar tregua ai tuoi nemici.

Traduzione di Bifrost

Analisi del concetto

Il concetto di “offesa” nella cultura nordica, implica una forma di danno, sia materiale che “di immagine”, poiché la fama, quindi l’onore, sono l’unica cosa che sopravvive alla morte: tutto muore. Ecco che ledere l’onore, dunque l’immagine, soprattutto con intenti malevoli o falsi, si equipara al danno materiale e affettivo della morte. In tal senso è esplicativo il concetto di “giusta vendetta” tramandato nel mito di Skaði, che si presenta agli dei armata di tutto punto per rivendicare tale DIRITTO (così era appunto considerata) per l’uccisione del padre.

Chi segue la tradizione nordica, si distacca completamente dal comune concetto di “perdono” a cui oggi siamo abituati, ma col tempo apprende una scala di valori antichi che portano a ponderare il diritto di chiedere compensazione o vendetta del torto, senza moralismi avulsi alla cultura Norrena.

Non si ha la visione della vendetta come male e questo, oggigiorno, è un processo non semplice da raggiungere veramente e intimamente, poiché richiede la demolizione di un processo repressivo della propria natura, promosso e imposto per due millenni quasi.

Non si ha la visione della vendetta come azione impulsiva e priva di raziocinio, al contrario, proprio la condizione di giustizia che essa vuole prevede ponderazione, azioni lucide (a freddo), come anche – ove possibile – mediazione per una compensazione del danno.

Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

Sigillo Tjösnublót
Immagine da “Kindirúnar – Le Rune della Stirpe” di Laugrith Heid, ed. Anaelsas Edizioni riferito al Tjösnublót.

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