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Festività,  Tradizione nordica

Il vecchio calendario islandico

Calendario

Il vecchio calendario islandese è stato creato in concomitanza con il primo Alþingi (Ing: Allthing) in Islanda, intorno all’anno 930 d.C.. Non solo avevano bisogno di un calendario uniforme per programmare lo stesso Allthing, ma avevano avuto contatti significativi con i cristiani e il calendario Giuliano. Era necessario un nuovo modo di calcolare l’anno per organizzare la politica e il commercio sia interni che esterni.

L’anno fu suddiviso in dodici mesi identici di trenta giorni, divisi in una stagione estiva e una invernale. A metà anno era previsto un periodo aggiuntivo di quattro giorni, portando il totale a 364 giorni l’anno. Per tenere conto degli anni bisestili, ogni cinque o sei dei nostri moderni anni Gregoriani viene aggiunta un “SETTIMANA bisestile”. È interessante notare che ogni mese inizia lo stesso giorno della settimana ogni anno.

Festività Etene storiche

Alcuni dei più antichi giorni santi sono un po’ avvolti nel mistero a causa della mancanza di notizie contemporanee. Per altri non molto chiaro quando sono iniziati o quanto indietro nella storia possano essere collocate le loro origini. Detto questo, di seguito sono riportati alcuni dei giorni festivi Eteni più comunemente riconosciuti e ben documentati. Ho fornito le date per il 2016 oltre a informazioni storiche e contesto, quando possibile.

(Viene indicato il nome del mese, quindi il giorno della settimana in cui inizia e la data specifica per il 2016.)

Mörsugr (Mercoledì) 23 Dicembre (2015)


Þorri (Venerdì) 22 Gennaio (2016)

Þorrablot è tradizionalmente celebrato il primo giorno di questo mese. Questa festa è nata nel 1873 come parte di un risveglio dei primi anni dell’Islanda, ma è basata sulla mitologia e ora vanta circa 150 anni di tradizione a suo sostegno. Il nome deriva dalla Orkneyinga Saga, dove un re Norvegese di nome Þorri avrebbe avuto un blót in suo onore a metà inverno. La festività moderna è spesso celebrata con una serata di festa, comprendente la recitazione di poesie tra amici e familiari.


Góa (Domenica) 21 Febbraio

Góublót (celebrato il primo giorno di Góa) è probabilmente una festa molto più antica, poiché nella mitologia vengono fatti riferimenti ai sacrifici fatti durante questo periodo dell’anno. Ci sono anche alcuni riferimenti più vecchi a una tradizione popolare sulla predizione del tempo in questo giorno. Detto questo, la festività moderna trova un punto di origine comune con Þorrablot. Chiamato come Gói, la figlia del re Þorri, è anche conosciuto come “il giorno della moglie”. Ci si aspetta che i mariti siano molto riconoscenti e attenti alle loro mogli e alle varie donne importanti nelle loro vite. Qualcosa di simile all’unione della Festa della Mamma con San Valentino.

Molte Saghe sostengono che Góa era il mese in cui si svolgeva il Disablót (un sacrificio fatto in onore delle molte Gigantesse, Dee, Spiriti del luogo e antenate femminili). Considerando la sovrapposizione temporale e l’attenzione similare al femminile, sembra probabile che queste due celebrazioni fossero in origine collegate. Detto ciò, c’è una piccola controversia sulla data in cui si tiene il Disablót, di cui parleremo in seguito.


Einmánuðr (Martesì) 22 Marzo

Secondo alcune fonti, Dísablót POTREBBE collocarsi qui. Per ulteriori informazioni su Dísablót, vedere in fondo.


Harpa (Giovedì) 21 Aprile

Sigrblót è uno dei tre maggiori sacrifici annuali menzionati nell’Ynglinga Saga. Il primo giorno di Harpa segna l’inizio della stagione estiva. Tutto ciò che sappiamo sulle antiche tradizioni di questo giorno è che era un giorno di sacrificio, associato alla “vittoria”. Nei tempi moderni, questo sacrificio verte meno sulla “vittoria in battaglia” e più sulla “vittoria nella vita”, celebrando la fine del lungo inverno con le offerte date a Freyr e Freyja.


Skerpla (Sabato) 21 Maggio


Sólmánuðr (Lunedì) 20 Giugno

Mezza-estate è meno una festa distinta e più un’ampia collezione di tradizioni popolari localizzate. Celebrazioni di fertilità, natura e musica sono comuni a molte culture Scandinave in questo periodo dell’anno, ma le specifiche variano a seconda di dove ci si trova. In Svezia non è raro vedere la gente vestirsi in abiti più tradizionali e suonare musica folk. In Islanda la giornata è molto meno appariscente, anche se ci sono alcune tradizioni popolari interessanti per quanto riguarda gli Álfar in questa notte. A differenza della maggior parte degli altri giorni elencati qui, questa festa è spesso più una celebrazione della vita che qualsiasi tipo di pratica rituale specifica.


Sumarauki (Mercoledì) 20 Luglio

I quattro giorni di “riempimento” del mese.


Heyannir (Domenica) 24 Luglio


Tvímánuðr (Martedì) 23 Agosto


Haustmánuðr (Giovedì) 22 Settembre


Gormánuðr (Sabato) 22 Ottobre

Álfarblót è il primo giorno d’inverno ed è un altro dei tre grandi sacrifici menzionati nell’Ynglinga Saga. Di nuovo associato a Freyr e Freyja, Álfarblót era essenzialmente una festa del raccolto. Celebrando l’ultimo raccolto dell’anno con una festa, gli Eteni dell’era vichinga si preparavano per i mesi invernali più magri. Álfarblót era unico tra gli antichi giorni sacri, in quanto non era una celebrazione comunitaria. Apparentemente guidato dalle donne della casa, risultava essere una faccenda privata e familiare. Nell’Austrfararvísur, uno skaldo Norvegese descrive di essere stato allontanato da ogni fattoria che ha incontrato una notte nei pressi dell’inverno. Ogni casa gli rifiutò l’ingresso (cosa assai insolita data la consueta attenzione culturale per l’Ospitalità), sostenendo che la notte era sacra e nessun ospite poteva essere ammesso.

Secondo la Víga-Glúms Saga questo era il momento del Disablót. Tuttavia, risulta l’unica fonte a sostegno di ciò, per cui va presa un po’ con le pinze.


Ýlir (Lunedì) 21 Novembre

Jól (Spesso anglicizzato “Yule”) si pensa essere il terzo importante sacrificio annuale menzionato nell’Ynglinga Saga. Strettamente associato a Odino e alla Caccia Selvaggia, è l’origine di molte delle nostre moderne tradizioni natalizie. Decorare il ceppo di Yule, la capra di Yule, cantare e decorare la sala con l’agrifoglio, erano tutte tradizioni tramandate attraverso la conversione dalle antiche tradizioni. Relativamente a quando Jól fosse effettivamente celebrato, è questione di dibattito. Quello che sappiamo è che il re Haakon di Norvegia è stato il responsabile della modifica della data tradizionale di Jól in coincidenza con il Natale. Anche se non ci sono documenti decisivi, le prove contestuali del resto del calendario sembrano implicare che la celebrazione avvenisse il primo giorno di Ýlir. (Poiché tutte le altre festività coincidono con il primo giorno di un mese islandese).


Mörsugr (Mercoledì) 21 Dicembre


DÍSABLÓT

Potresti aver notato che una festività è stata elencata due volte e lasciata piuttosto vaga. Dísablót è attestato in un certo numero di punti nel mito, ma mentre le descrizioni delle celebrazioni sono relativamente coerenti, i tempi non lo sono. A seconda della fonte, cade all’inizio dell’inverno o alla fine. La risposta tecnicamente più corretta a questo problema è: ENTRAMBI. In tempi e luoghi diversi, Dísablót è stato celebrato in vari momenti dell’anno. Alcuni calendari runici più antichi lo segnano come il primo giorno dell’inverno, ma al tempo dell’Allthing Islandese probabilmente fu spostato. Il festival moderno di “Disting” in Svezia è un’incarnazione attuale di questo giorno sacro molto più antico; è attualmente celebrato a febbraio e lo è stato per centinaia di anni. Quando viene preso in considerazione il fatto che Alfarblót è specificamente detto collocarsi all’inizio dell’inverno, sembra verosimile che Dísablót sia avvenuta talvolta a Góa o Einmánuðr.

Quello che sappiamo di questa festa è che era una celebrazione degli spiriti e degli antenati femminili, chiamate Dísir. La Hervarar Saga suggerisce che questo particolare blót fosse pubblico e evidentemente guidato da donne. (I potenziali collegamenti a Góublót dovrebbero diventare leggermente più ovvi a questo punto.) Tuttavia, indipendentemente dal periodo dell’anno, sappiamo che questa festa comune era incentrata sul sacrificio e sulla venerazione degli antenati. Quindi, mentre alcuni Eteni potrebbero avere punti di vista diversi su quando dovrebbe essere celebrato, il contesto della celebrazione rimane sostanzialmente lo stesso da un gruppo all’altro.

 

* Tratto dal sito http://www.heathenhof.com
Traduzione  cura di Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

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