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Incisione di Olao Magno
Tradizione nordica

Uppsala nel “Descriptio insularum aquilonis” di Adamo di Brema

Tra il 1066 e 1076 d.C., Adamo di Brema redige la sua opera storica “Gesta Hammaburgensis ecclesiae pontificum”. Nel quarto libro che la compone, “Descriptio insularum aquilonis”, trattala conoscenza dei paesi nordici dal punto di visto geografico ed etnografico. Le sue fonti sono Orosio, Macrobio e Marciano Capella, i racconti favolosi di Solino, nonché re Svein di Danimarca. È lui, dunque, a lasciarci una precisa e puntuale descrizione del cosiddetto tempio di Uppsala (Gamla Uppsala), che seguendo la struttura socio-religiosa era una “sala per banchetti”, che ci riporta alla memoria quella descritta in un altro poema: Beowulf.

Ora diremo qualche parola sulle credenze popolari degli svedesi. Quella gente ha un famoso tempio chiamato Uppsala, situato non lontano dalla città di Sigtuna e Björkö. In questo tempio, interamente addobbato in oro, le persone adorano le statue di tre divinità in tal guisa che il più potente di loro, Thor, occupa un trono al centro della camera; Wotan (nome germanico di Odino) e Frikko (latinismo per “Freyr”) sono posti ai suoi lati.

Il ruolo di questi dei è il seguente: Thor, si dice, presiede l’aria, che disciplina i tuoni e i lampi, i venti e le piogge, il bel tempo e le colture. L’altro, Wotan amministra la guerra e conferisce all’uomo la forza per combattere i suoi nemici. Il terzo è Frikko, che dona pace e piacere ai mortali.

Vicino a questo tempio si trova un grande albero con diversi rami, sempre verde sia d’inverno che d’estate. A quale specie appartenga nessuno lo sa. C’è anche un pozzo in cui i pagani sono soliti fare i loro sacrifici, e un uomo a volte vi si getta dentro. Se non riesce a tornare in superficie, sarà concesso il desiderio del popolo.

Una catena d’oro gira intorno al tempio. È appesa a partire dal timpano (struttura architettonica) del palazzo e invia il suo scintillio da lontano a chi si avvicina, perché il santuario si trova su una superficie piana, con montagne in prospettiva, come in un teatro.

Ritualità e sacrifici a Uppsala

Egli prosegue descrivendo anche la ritualità che coinvolge il luogo e troviamo qui particolare menzione ai sacrifici.

I sacerdoti hanno il compito di offrire sacrifici in nome del popolo. Se la peste e la fame minacciano le loro terre, un’offerta viene versata per l’idolo Thor; se infuria la guerra, a Wotan; se vengono celebrati dei matrimoni, a Frikko.

È consuetudine presso Uppsala, svolgere una festa generale di tutte le province della Svezia a intervalli di nove anni. Nessuno è esentato dal parteciparvi Re e tutti devono mandare i loro doni a Uppsala. L’entità del sacrificio avviene in questo modo: di ogni essere vivente maschio, offrono nove teste con il sangue necessario per placare gli dei. I corpi vengono appesi nel bosco sacro che confina con il tempio.

Feste e sacrifici di questo tipo sono celebrate per nove giorni. Ogni giorno offrono un uomo con altri esseri viventi in numero tale che nel corso dei nove giorni saranno fatte offerte di settantadue creature. Questo sacrificio dura circa il tempo dell’equinozio di primavera.

La presenza di sacrifici umani è innegabile e riportata da più fonti.Tuttavia, se fossero stati eseguiti con continuità e metodica,sarebbero state rinvenute fosse comuni, atte ad accogliere l’ingente quantitativo di corpi descritto. In questo i ricercatori tendono a concordare. Di certo, le numerose scoperte di corpi in torbiere e l’evidenza di sacrifici di prigionieri di guerra risalenti all’età del ferro pre-romana mostrano che le uccisioni rituali, in una forma o nell’altra, non erano rare nel Nord Europa nel periodo precedente al periodo vichingo, ma fu probabilmente in quest’ultimo che ebbero una maggiore spinta.

Uppsala nell'incisione di Olao Magno
Incisione che rappresenta il Tempio a Uppsala, secondo la descrizione di Adamo da Brema, di Olao Magno (1555).

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