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Tradizione nordica

Sumbel

Viene chiamata sumbel la bevuta rituale. I partecipanti si dispongono in cerchio, il primo a bere si posiziona a nord e davanti a lui viene sistemata una ciotola, la quale rappresenta Urðarbrunnr, il pozzo di Urd o il pozzo del Wyrd. Seguendo il senso orario, vengono fatti dei brindisi, dei giuramenti, offrendo anche poemi o canzoni, sollevando il corno o il bicchiere dicendo “Hail …!” a seconda del soggetto del brindisi, passando poi il corno. Quando il giro è completo e il recipiente torna quindi al primo, viene versato un po’ del contenuto nella ciotola. Questo gesto rivela la convinzione secondo cui le parole pronunciate durante il sumbel impattano direttamente nel destino di tutti i presenti.

Durante il sumbel vengono effettuati almeno 3 giri: il primo dedicato agli dei, il secondo agli antenati e agli eroi, il terzo come elogio di doti e/o azioni proprie o altrui, per giuramenti, canzoni e poesie.

È dunque un momento gioviale, allegro, di conversazione e festa, ma inteso all’interno di una sfera sacra, perciò ordinata e non volta all’eccesso in sé. Questo lo differenzia dal blót, momento di estremo raccoglimento e serietà, oltre alla funzione rivolta prevalentemente al lato umano, mentre il blót è atto a celebrare la comunione con gli dei.

Nel Sigrdrífumál troviamo un’espressione poetica in onore degli dei, recitata all’interno di una bevuta a carattere sacro/rituale (sumbel).

3.
Heill dagr! Heilir dags synir!
Heil nótt ok nift! Óreiðum augum
lítið okkr þinig ok gefið sitjöndum sigr!
4.
Heilir æsir! Heilar ásynjur!
Heil sjá in fjölnýta fold!
Mál ok mannvit gefið okkr mærum tveim
ok læknishendr, meðan lifum.

3.
Salute al giorno! Salute ai figli del giorno!
Salute alla notte e sorella! Con occhi amorevoli
posate lo sguardo su di noi e dateci l’attesa vittoria!
4.
Salute agli Æsir! Salute alle Ásynjur!
Salute alla terra generosa!
Donateci parola e saggezza
e mani guaritrici, finché vivremo.

Traduzione di Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

 

Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

 

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