Crea sito
Fiabe e leggende,  Tradizione nordica

Skogsrå e Huldra

Spiriti custodi dei boschi

Skogsrå: protettrice dei boschi, appare come una piccola e bella donna dal temperamento amichevole. Tuttavia, coloro che la seguono nella foresta non sono soliti fare più ritorno. Nome svedese composto da “skog” foresta e “rå” che identifica appunto uno spirito custode, protettore di un un particolare luogo, pianta, animale o oggetto naturale. Andando oltre il folklore, si ritrova come per gli uomini, anche Sami, era importante coltivare un buon rapporto con i Rå, gli spiriti della natura, che potevano determinare la fortuna o la sfortuna per la vita in un dato luogo.

Dal folk norvegese

In Norvegia questo guardiano della foresta prende il nome Huldra, dove la radice della parola significa “segreto” o “coperto”. Interessante notare che il folklore norvegese dipinge l’Huldra femminile come incredibilmente bella e seducente, mentre l’Huldrekall, la manifestazione maschile, viene descritto come orribile e con un naso grottescamente lungo da alcune fonti, da altre come esatta controparte maschile dell’Huldra, con cui condivide aspetto e poteri. L’Huldra solitamente appare come una bellissima fanciulla ,spesso completamente nuda, con lunghi capelli fluenti che la aiutano a coprire le sue parti non umane; la schiena è simile alla corteccia di un vecchio tronco e la coda è animale, il più delle volte quella di una mucca, ma in alcune varianti svedesi quella di volpe.

Le Hulder erano gentili coi carbonai, tanto da vegliare sulle loro carbonaie mentre questi riposavano, svegliandoli in caso di problemi; in cambio venivano lasciate offerte di cibo in luoghi particolari. Ciononostante, le leggende più diffuse narrano delle frequenti interazioni che esse avevano con gli esseri umani. Si dice che le Hulder siano solite attrarre gli uomini dei villaggi nel loro rifugio in mezzo alla foresta per accoppiarsi ripetutamente con loro. Se lo sventurato non fosse in grado di soddisfarle sessualmente finirebbe ucciso, ma se riuscisse nell’ardua impresa l’Huldra gli donerebbe parte del suo potere. Alcune volte, l’Huldra soddisfatta può costringere il proprio focoso partner a sposarla e i casi di matrimoni con queste entità non sono rari nella tradizione popolare, non sempre forzati. Alcune volte l’apparente bellezza di questi spiriti della foresta è tale che qualche giovanotto si innamora davvero, decidendo di sposarla. Una volta sposata con rito cristiano, però, l’Huldra perderà la sua coda animale e diverrà bruttissima.

L’Huldra è dotata di una forza immensa e la sua collera è terribile, così non è saggio tradirla.

La bramosia sessuale, così come il bisogno di procreare, connette questa creatura a figure ancestrali legate alla fertilità, elemento confermato anche dalla coda di mucca che la caratterizza, là dove questo animale era proprio simbolo di prosperità e fertilità.

Considerazioni

Dal folklore post-cristianesimo, vediamo emergere una caratteristica demonizzazione che ricorda la figura di Lilith, infatti si trova come l’Huldra rapisse i bambini dalle culle durante la notte, sostituendoli coi propri figli deformi, spesso fratellastri concepiti nella foresta, senza matrimonio. Assistiamo quindi a un processo di demonizzazione avvenuto nel tempo, seppur non si sia persa completamente la matrice originale di questi spiriti della natura, che presumibilmente erano partecipi di feste e rituali siti nel loro territorio e di carattere propiziatorio.

Lascia un commento