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Rune,  Tradizione nordica

Niðstöng

Niðstöng: può essere tradotto con “palo del disprezzo”, questo perché nella tradizione si è consolidato il suo utilizzo nei confronti di avversari di vario tipo. Eppure, è qualcosa di molto più di superstizione e si potrebbe considerare un “punto d’incontro” tra le pratiche sciamaniche e quelle della stregoneria necromantica.
Infatti, il Niðstöng era utilizzato inizialmente per allontanare gli spiriti del luogo, chiamati Landvættir, questo perché ogni luogo ha degli spiriti che potremmo definire propri, che lo proteggono e lo rendono vivo, segnandone anche il tipo di impronta energetica dominante. Lo Sciamano percepiva chiaramente questi spiriti, per questo motivo era consultato prima di decidere se in un dato luogo si poteva ergere un insediamento. Un luogo privo di Landvættir è un punto morto sulla Terra, tutto ciò che lì si muove è destinato ad agonizzare e a spegnersi via via prima del tempo, a morire.
Per questo il Niðstöng (o Nidstang nella sua evoluzione linguistica) veniva rivolto verso il territorio del nemico.

Nella sua realizzazione veniva preparato un palo di legno, ricavato da un blocco unico, su cui veniva apposta la testa di un cavallo. Il cavallo era simbolo di collegamento tra i Mondi, tra tutti i Mondi e questo estendeva l’intento di chi lo utilizzava a tutte le sfere energetiche. Infine, il palo veniva piantato sul terreno, rivolto appunto verso “il nemico”, non solo per far sì che fosse visibile come monito, ma soprattutto perché affondando nel terreno, convogliava il potere del ventre stesso, il potere freddo, umido, delle viscere oscure che giungono tra le braccia di Hel.
Questa pratica si ampliò, divenendo una forma di difesa attiva estremamente potente, andando ad incidere sul Niðstöng formule di insulto e maledizione. Ecco che il palo diveniva così una vera e propria calamita per le energie di Hel che venivano richiamate e dirette contro il bersaglio.
Tuttavia, come dicevo, si parla di difesa attiva, non di sola maledizione, questo perché le Rune che venivano scolpite facevano sì che il potere del Niðstöng si attivasse quando il suo creatore veniva attaccato dal bersaglio stesso, ecco perché si parla di “difesa e vendetta” e non di maledizione.

La formula principale era costituita da due triadi runiche, il che significa da due elementi completi che agiscono in sinergia.

ᚦᚦᚦ
(Thurisaz, Thurisaz, Thurisaz)
ᛁᛁᛁ
(Isa, Isa, Isa)

Per cercare di comprendere questa formula, semplice, eppure estremamente profonda e diretta, vi rimando innanzitutto al video su Thurisaz, che ho già pubblicato sul canale youtube di AstroLibraria; in altro post ho parlato del Ghiaccio come elemento, che nelle Rune ritroviamo sia in Isa che in Hagalaz, ma con due principi differenti. In Hagalaz il Ghiaccio è il cristallo, il seme, il chicco di grandine, che porta un cambiamento, mentre in Isa è la staticità, il blocco del movimento e quindi della vita, come il ghiaccio che nel duro inverno copre la terra.
Rimarco ancora il fatto che sono due triadi, ovvero la stessa Runa ripetuta 3 volte, quindi due sequenze complete che si uniscono poi nell’opera e possono essere usate in questo specifico modo anche in altre applicazioni. Se invece si decide di spezzare le triadi per creare una nuova formula, occorre ricordare che non basta porre queste specifiche Rune come principio e fine, perché ciò che va a inserirsi tra loro può radicalmente cambiarne la funzione e il risultato, ribaltandolo anche contro l’operatore. Ponete molta attenzione a questo e ricordate anche che più Rune unite in una formula, più si necessita di una preparazione approfondita, perché aumentano le variabili delle interazioni, non come fare 1+1=2.

N.B.: Thorsson nel libro “Futhark – A handbook of Rune Magik” descrive un esempio pratico di questo tipo di lavoro, ma è UN esempio, seppur si possa mantenere la sostanza in senso generale.

P.S.: non molto tempo fa, in Islanda, fu eretto un Niðstöng nei confronti del primo ministro, che si vide così costretto a dare le dimissioni dopo un segnale tanto chiaro ed inequivocabile del pensiero popolare nei suoi confronti (terza immagine della sequenza)

Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

Niðstöng

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