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Tilberi al Museum Of Icelandic Sorcery And Witchcraft in Holmavik
Dalle Tradizioni,  Tradizione nordica

Il famiglio

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sul famiglio, ma non solo, che mi hanno accompagnato nello studio attraverso questi 20 e passa anni nel mondo esoterico.

Da sempre, quando ancora non si usava Facebook, ma c’erano solo forum e mailing list, si incontrano persone che sembrano sempre sapere bene di cosa parlano, gentili, affabili (fino ad essere quasi melense), tuttavia, ho anche compreso che, seppur la magia sia qualcosa che va vissuto in ogni respiro e praticata, è buona cosa capire come queste persone si sono formate, attraverso quali studi e approfondimenti, al fine di non trasformare in verità una fantasia o una scorretta lettura di cronache medievali scritte per lo più da esponenti della Chiesa. Questo non sempre accade per malafede, ma per un approfondimento delle tematiche da fonti dubbie.

Una di queste mal interpretazioni riguarda il famiglio della Strega.

Partiamo dalla fine, come si suol dire, ovvero da ciò che ha creato l’attuale credenza secondo cui il famiglio sia l’animale che vive nella casa della Strega. Questa credenza è un derivato delle demonizzazioni che hanno coinvolto la figura della Strega durante l’Inquisizione e che, dunque, ha toccato anche gli animali che sovente vivevano nella sua casa. In quel periodo, togliendo tutte quelle sfortunate persone accusate ingiustamente, o che erano semplicemente precursore delle odierne erboriste o levatrici, coloro che praticavano arti per cui muovevano energie sottili, tendevano a vivere in luoghi un po’ più isolati, sia per poter reperire più facilmente elementi naturali, che per avere maggiore tranquillità.

Dal folklore

Uno degli animali più utili risultava il gatto, anche per prevenire infestazioni di roditori con ciò che ne consegue (danneggiamento di materiali e malattie). Così, come riporta il folklore stesso, le streghe vengono dipinte accompagnate da un gatto (spesso nero) che è stato identificato col famiglio. Questo animale, come alcuni altri, ha una magnifica dote naturale: assorbire energie negative. Tuttavia, ciò non lo rende un famiglio, come si può comprendere approfondendo la pratica in certe tradizioni, di cui si hanno attestazioni anche a livello archeologico.

Il famiglio nelle tradizioni stregoniche

Come dice il termine stesso, famiglio, questo elemento ha una connessione di tipo famigliare con la Strega, così come in linea generale, salvo nelle unioni tra due persone, un famigliare è qualcuno con un legame di tipo “genetico”. Infatti, il famiglio è un prodotto dell’atto stregonico della Strega stessa, che ella crea anche con materiale proprio, al fine di definire un vincolo importante. In quest’ottica posso suggerirvi ricerche sul Tilberi, di cui tratta egregiamente la realizzazione Ylenia Oliverio in uno dei suoi testi, almeno per ciò che è inerente alla tradizione nordica, di cui la stregoneria europea è fortemente impregnata. Ciononostante, anche in altre tradizioni si può evincere come il famiglio non fosse un animale vivente, ma un supporto della Strega di cui non era mai fatta aperta esibizione, proprio per il legame tra i due. 

Tilberi, il famiglio della Strega del Nord, al Museum Of Icelandic Sorcery And Witchcraft in Holmavik
Tilberi al Museum Of Icelandic Sorcery And Witchcraft in Holmavik

Conclusioni

Gli animali domestici, possono comunque instaurare con la Strega un particolare rapporto, così come darle aiuto, quando diventano per lei spiriti comunque alleati nella pratica, ma non sono famigli solo per la convivenza e il grande amore che si può nutrire per loro, salvo non si interpreti il termine non in un contesto magico, ma come era utilizzato in epoca medievale, ovvero col senso di convivente o, addirittura, schiavo in quanto servitore.

Tilberi, commissione "by oleastro" presa DeviantArt
Tilberi, commissione “by oleastro” presa DeviantArt