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Lo Sciamanesimo Guerriero e la Via della Spada

Essenza e accettazione

Ogni creatura vivente, in qualsiasi forma essa si presenti, porta con se dei fili che gli occhi comuni non possono scorgere. Questi fili brillano e vibrano attraverso il tempo e lo spazio, definiscono l’Essenza e la storia, la strada percorsa da ogni vivente.  Costituiscono l’integrità di un’Anima e del suo Potere, quello che in essa risiede e di cui è custode, come dono prezioso che di vita in vita va riscoperto e curato, talvolta difeso.

Alcuni frammenti si possono perdere nel tempo, ma allo stesso modo si possono recuperare, non quando però un filo viene reciso. Spezzare un filo porta conseguenze nel tempo. Spezzare un filo equivale a modificare l’Essenza stessa impedendole di tornare come era, privandola così di parte del suo Potere.

Così noi ci estendiamo nel tempo e nello spazio, come Energia, come fili che spesso si intrecciano insieme. Tale intreccio tesse le trame dell’Örlög, creando nodi e disegni complessi nello spazio, nostro e altrui, come del Tutto, annullando tempo e spazio nell’Oltre.

Vi sono però fili particolari, che non ci appartengono, ma che sono ugualmente nostri. Sono fili che collegano all’Oltre in modi differenti e vanno curati, affinché la comunicazione non si interrompa. Se saranno recisi, non sarà più possibile recuperare quel particolare legame, che nemmeno riti complessi e infidi sono riusciti a cancellare, solo ad affievolire, addormentare.
Spesso, per riprendere contatto e coscienza di quei fili, del nostro Essere, dobbiamo confrontarci coi nostri demoni più oscuri e spaventosi, distruggerli e accettarli allo stesso tempo come controparte di noi… come noi. Quando non ascoltiamo noi stessi ci lasciamo ingannare, fino a cadere nell’esasperazione, nell’estremo, nell’eccesso.

Amare ogni parte di sé.
Abbracciare il buio profondo che in noi dimora silenzioso, svelarci a noi stessi come un amante ricolmo di passione.
Dissolvere ogni paura.

Questa è la prima prova che lo Sciamano Guerriero deve affrontare e superare, messo di fronte alla propria natura, nuda e cruda, davanti al lato più violento e ctonio del proprio doppio. Solo superando questo può iniziare a gestire il proprio Potere e riunire le parti di sé per attingervi.
Tuttavia, è anche la prova che ogni essere umano dovrebbe imparare ad affrontare, per iniziare a deporre le armi contro se stesso e placare la propria guerra interiore.

Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

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