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Fiabe e leggende,  Tradizione nordica

Ellefolk

Tempo addietro scrissi alcune particolarità su alcuni Spiriti legati alla natura, tipici della tradizione nordica, presenti nella zona Scandinava (ma non solo), chiamati Skogsrå, Huldra in Norvegia, mentre tra i contadini danesi prendono il nome di EllefoIk (il popolo di Elle). A seguire una storia riportata dallo storico e scrittore danese Thiele, che nel suo Danske Folkesagn, raccolse molti racconti del folklore locale, tutti antecedenti al XV secolo.

ELLEFOLK

Vivono nelle brughiere degli Elle. L’aspetto del maschio è quello di un uomo anziano con un cappello a bassa corona sul capo; la donna è giovane e l’espressione del loro volto è graziosa ed attraente, ma dietro è cava come una tinozza. I giovani uomini, in particolare, dovrebbero guardarsi da lei, perché è molto difficile resisterle ed ella ha, in più, uno strumento a corde che, quando lo suona, quasi rapisce il loro cuore. Gli uomini della specie si possono vedere spesso vicino alle brughiere degli Elle mentre si bagnano nei raggi del Sole, ma se qualcuno si avvicina ad uno di loro, lui apre la bocca del tutto e soffia su di loro ed il suo fiato produce malattia e pestilenza. Ma le donne si vedono più frequentemente alla luce lunare; allora esse danzano nei loro cerchi nell’erba alta con tanta leggerezza e grazia che raramente incontrano un rifiuto quando offrono la mano ad un giovane temerario.

È necessario anche sorvegliare il bestiame affinché non pascolino nei luoghi dov’è stato il popolo di Elle, perché se un animale giunge in un posto dove essi hanno sputato o fatto qualcosa di peggio verrà attaccato da una grave malattia che potrà essere curata unicamente dandogli da mangiare una manciata di iberico colto a mezzanotte in punto la notte di san Giovanni.

La fanciulla Elle vicino ad Ebeltoft

Il ragazzo di un contadino stava tenendo delle mucche non lontano da Ebeltoft. Venne da lui una fanciulla molto graziosa e gli chiese se avesse fame o sete. Ma, quando lui comprese che ella faceva molta attenzione a che lui non le vedesse la schiena, immediatamente sospettò che ella fosse una fanciulla degli Elle, perché il popolo degli Elle è cavo dietro. Non volendo per questo prestarle attenzione, tentò di andarsene; quando ella lo capì, gli offrì il seno da succhiare. E così grande fu l’incanto che accompagnava questa azione che lui non fu in grado di resistere. Ma quando ebbe fatto ciò che lei desiderava, lui non ebbe più alcun potere su se stesso ed ella non ebbe così difficoltà a sedurlo.

Il ragazzo stette via per tre giorni, durante i quali suo padre e sua madre tornarono a casa. Si preoccuparono molto, perché erano certi che fosse stato sedotto e portato via. Ma il quarto giorno suo padre lo vide arrivare a casa da lontano e disse alla moglie di mettere sul fuoco una padella di carne al più presto possibile. Il figlio venne quindi alla porta e sedette a tavola senza dire una parola. Anche il padre rimase in silenzio, come se ogni cosa fosse stata come doveva essere. Sua madre pose quindi la carne davanti a lui e suo padre gli disse di mangiare, ma il ragazzo non toccò cibo e disse che sapeva ora dove avrebbe potuto trovare del cibo molto migliore.

Il padre montò allora in grande collera, prese una grossa frusta ed ancora una volta gli ordinò di mangiare il suo cibo. Il ragazzo fu quindi obbligato a mangiare e non appena ebbe sentito il sapore della carne la mangiò avidamente; subito cadde in un sonno profondo. Dormì per altrettanti giorni quanti era durato l’incantesimo, ma in seguito non recuperò mai l’uso della ragione.

tratto da “Fate nordiche, francesi e e medievali” di T. Keigtley

 

Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

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