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Midvinterblot
Tradizione nordica

Blót

Nella tradizione nordica troviamo tre momenti rituali differenti: blót, sumbel e veizla.

Il blót poteva essere pubblico o privato. Quello pubblico era celebrato dal goði o dalla gyðja. Era da ritenersi di carattere privato anche il blót che veniva celebrato da piccoli gruppi, dediti a culti o pratiche particolari, che spesso si avvalevano della presenza di una Völva.

È necessario un chiarimento sulla figura del goði e della gyðja, vittima di grossolani errori e storpiature.

Rappresentazione di un Goði che celebra un blót a Thor. Dipinto di J. L. Lund.
Rappresentazione di un Goði che celebra un blót a Thor. Dipinto di J. L. Lund.

Nei rituali pre-cristiani le condizioni politiche, giuridiche ed economiche erano inseparabili e confluivano, quindi, in questi momenti sacri. In seno a tale contesto si inserisce e si plasma la valenza del goði, il quale non era un semplice sacerdote, ma rivestiva la più alta carica politica all’interno della comunità. Il capo, dunque lo Jarl del kindred, officiava i riti pubblici in qualità di goði. Spogliarlo della sua carica politica rende monco il ruolo e l’importanza stessa che rivestiva e che deve ricoprire.

Nei rituali privati, invece, chiunque officiava il sacrificio in comunione con gli dei.

Va da sé che questi momenti hanno una valenza differente e portano con sé motivazioni e richieste diverse.

Dísablót, illustrazione di August Malmström
Dísablót, illustrazione di August Malmström.

Partiamo dall’etimologia di blót.

Blót è un sostantivo Norreno, dal Proto-Germanico *blōtą (offrire, sacrificare), derivato dal verbo blóta, che significa appunto adorare (con sacrificio), sacrificare.

Dunque, il sacrificio è il perno sul quale si struttura il rituale. Ciò non è un caso. La tradizione, infatti, fornisce ampio riscontro, sia nel mito che nelle saghe, dell’importanza che questo riveste. Il sacrificio corrisponde all’atto magico stesso, attraverso il quale viene richiesto l’intervento della divinità.

La pratica sacrificale del Nord presenta forme e vittime diverse in probabile relazione alla divinità cui il sacrificio veniva offerto […]. Ancora in epoca vichinga è testimoniato l’uso dei sacrifici umani, la cui pratica era diffusa fra i Germani.

“I miti nordici” di G. C. Isnardi

L’importanza del sangue (bloð) è evidente.

Finalità principali del rituale

Si configurano differenti tipologie di offerte, riconducibili per lo più a tre richieste principali:

  • prosperità e pace, til árs ok friðar;
  • vittoria, til sigrs;
  • divinare il futuro, til fréttar.
Midvinterblot, Carl Larsson.
Midvinterblot, Carl Larsson.

Da sottolineare che il luogo dove veniva svolto il rituale non era scelto a caso.

I Germani, infatti, credevano che ci fosse un contatto particolarmente forte con gli dei in certi luoghi naturali, dove potevano essere eretti anche luoghi di culto (come a Uppsala o a Tissø, per citare gli esempi più famosi). 

Il rituale

Nella Saga di Hákon il Buono, contenuta nell’Heimskringla, Snorri Sturluson descrive in dettaglio il blót celebrato da Sigurd, conte di Hlader e figlio di Hákon. Da qui, infatti, è stato possibile estrapolare i principali elementi che ancor oggi costituiscono il rituale.

Il blót conta tre parti essenziali, seppur l’Asatrú lo abbia poi suddiviso in nove passaggi.

  • consacrazione;
  • condivisione dell’offerta;
  • libagione.

Il rituale si apre con la consacrazione dell’offerta e l’invocazione degli dei, a cui è rivolto il blót.

Nella saga ritroviamo il sacrificio degli animali, il cui sangue prende il nome di hlaut. Con l’hlaut, raccolto in una ciotola, l’hlautbolli, si aspergono le pareti del tempio e i presenti.

L’officiante recita un galdr, oppure legge un passo dell’Hávamál e invoca la divinità. Successivamente, prende il corno e versa l’idromele, o la birra, e traccia su esso il simbolo del Mjöllnir, offrendolo dunque agli dei assieme alla richiesta, affinché l’accettino con il sacrificio. Il corno viene quindi fatto passare tra i presenti, in modo che ciascuno ne beva.

Pertanto, il goði versa quel che resta dell’hlaut sulla terra, come ulteriore offerta, di solito dedicata a Nerthus.

Durante il blót si può inserire il sumbel, così come spesso è seguito dalla veizla.

Sigríðr Úlfhildr Bálsdóttir

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